LUCIA

LUCIA

La “LUCIA” è l’imbarcazione che più di ogni altra attira l’attenzione di quanti arrivano sul lago di Como.
La sua notorietà è legata alle vicende della “promessa sposa”. Si deve infatti alla fantasia popolare il romantico nome di “lucia” (quello vero è “batèll”).

ORIGINI

Le origini del “batèll” si fanno risalire tra il 1500 e il 1600.
Barca a fondo piatto, robusta e maneggevole, venne ideata e costruita per la pesca ma anche per il trasporto di persone e di piccole merci.
Per la costruzione del “batèll” i maestri usavano quasi tutti legname di castagno ma nell’ultimo secolo sono stati preferiti legni più pregiati (mogano, larice) più che altro per accontentare il gusto delle famiglie patrizie.

STRUTTURA

È una delle più antiche barche del lago, di dimensioni leggermente inferiori a quelle del navett: la lunghezza di solito non superava i 6 m, mentre la larghezza era circa di 2 m. Le sponde erano piuttosto alte (non meno di 50 cm) e inclinate. Lo scafo ed i cerchi erano in legno di castagno; in abete i remi ed in rovere gli scalmi che, come per il navett, erano quattro o sei. Simile al navett sia nella vela sia nella manovra dei remi: la vela aveva dimensioni pari a quelle dello scafo ed era rettangolare. Era utilizzato da non più di due pescatori. Lo scafo disponeva di uno spazio minore per il carico di reti o di pescato, ma offriva in cambio una maggiore disponibilità nell’ospitare passeggeri.

EVOLUZIONE STORICA

Nata come barca da lavoro, per pesca o trasporto di merci poco ingombranti, nell’Ottocento fu molto apprezzata per la navigazione da diporto che muoveva i primi passi: lo spazio per il carico fu ridotto rispetto alla versione da lavoro e furono aggiunte lunghe panche longitudinali (lungo i fianchi) per i passeggeri. Fu introdotto anche il timone e furono migliorate le finiture: i terminali delle travi sporgenti e dei frangiflutti di prua erano più curate e i colori più utilizzati erano bianco e celeste su fondo nero e rosso.
Nell’ Ottocento i batèj erano utilizzati anche per servizi ausiliari ai piroscafi a vapore, per sbarco o imbarco di passeggeri o corrispondenza in località prive di pontili per l’attracco.