Navigazione sostenibile sul Lago di Como: la visione pionieristica del cantiere Matteri dagli anni ’80 ad oggi.

Navigazione sostenibile sul Lago di Como: la visione pionieristica del cantiere Matteri dagli anni ’80 ad oggi.

Dalle prime barche elettriche degli anni ’80 alle moderne Zero Emission Boats: il cantiere Matteri ha anticipato la navigazione sostenibile sul Lago di Como, trasformando un’intuizione in realtà.

Erio Matteri, nato nel 1950, aspirò sin da piccolo le fragranze del legno, la passione per il lavoro manuale e l’arte della creazione di modelli unici, tramandate dal nonno Enrico e rivissute nel padre Amos.

Già a partire dagli anni ’60, quando aveva circa dieci anni, si recava tutti i giorni dopo la scuola in cantiere e fu lì che assistette alla creazione di un’imbarcazione tipica del lago di Como, denominata Lancia, costruita dal nonno per un cliente originario di Milano.

Ciò che però colpì la sua fantasia fu che questa barca, utilizzata al tempo per la pesca, era spinta da un piccolo motore elettrico.

Un ricordo dell’infanzia che ha permesso però ad Erio di trasformare quello che era il sogno di un bambino in un grande progetto, che non avrebbe certo mai creduto potesse divenire una reale esigenza ambientale.

Divenuto titolare del cantiere nel 1979, già a partire dai primi anni ‘80 infatti, Erio, sfruttò la crescente richiesta di modelli quali le lance, motorizzandole con piccoli propulsori elettrici anziché i classici motori fuoribordo a benzina.

Successivamente verso la fine degli anni ‘80, oramai divenuto uno dei migliori restauratori nonché costruttore di imbarcazioni in legno, si cimentò nella costruzione di una motolancia denominata “Lo Spirito di Volta“, lunga 10 m e dotata di uno scafo studiato per ridurre al minimo il moto ondoso.
L’innovazione si celava però nella sua modalità di funzionamento: era infatti dotata  di un motore elettrico alimentato a batterie.

Questo progetto, avviato nel 1989, nasceva da un’idea nuova e innovativa di imbarcazione ecologica, pensata per integrarsi perfettamente in qualsiasi ambiente naturale; tra i suoi obiettivi principali vi era infatti quello di proporre una nuova concezione della barca in chiave sostenibile.

La costruzione de “Lo Spirito di Volta” fu completata nel 1990. Da allora, l’imbarcazione ha ospitato numerose crociere di prestigio, accogliendo a bordo personalità di rilievo come il Principe Alberto di Monaco, in occasione di importanti manifestazioni nautiche nel Principato, e Bill Gates, durante il lancio di Windows ’95 presso Villa d’Este a Cernobbio (Como).

All’avvio del progetto, i principali interlocutori coinvolti nello sviluppo del propulsore elettrico erano il gruppo Ansaldo Industria, gli Incubatori Tecnologici Bicocca e Magneti Marelli (oggi Exide).

matteri-virginia-elettrica

Raggiungere questi partner, lavorare insieme, esporre il prodotto in tutta Europa, (Montecarlo, Parigi, Lugano, Mendrisio, in collaborazione con MES e VEL, oltre ad altre piccole piazze sensibili all’alta tecnologia), interessare riviste anche a livello internazionale, in particolare l’A.F.B.E. (Association Francaise pour le Bateau Electrique), partecipare a incontri, convegni e meeting per promuovere l’idea di imbarcazione elettrica è stato un lavoro impegnativo e molto costoso che ha permesso al cantiere di farsi spazio nel mondo delle nuove tecnologie.

Questi avvenimenti, in cui un piccolo cantiere del Lario rappresentava con orgoglio la “tecnologia italiana”, hanno significato molto nella storia di Matteri, ma il progetto per realizzare una barca a propulsione elettrica era un’idea imprenditoriale troppo “avanzata” rispetto alle esigenze del mercato.

Troppo avanti rispetto alle tecnologie disponibili ed applicabili al piccolo diporto, troppo avanti rispetto al reale stato dell’arte della ricerca applicativa, specialmente troppo avanti rispetto al mercato che, solo ora, inizia a recepire l’idea di una propulsione elettrica applicata al diporto.

Erio Matteri venne anche contattato nell’anno 1999 dal Prof. Dott. Ing. Gaston Maggetto di Bruxelles, prematuramente scomparso, per una consulenza sull’eventuale applicazione di motorizzazioni elettriche – idrogeno a celle di combustione, in collaborazione con Associazioni quali Citelec (Brussels), Ecocats (UK), Ecole Nationale Supérieure d’Electronique et de Radioéletricité de Bordeaux, ZEVCO (Cm Italia) ZeTek Power Ple (UK).

Vi furono numerosi incontri presso la sede del cantiere e a Bruxelles, però Erio Matteri mostrò il suo disappunto sulla fattibilità del progetto, rimanendo ancorato alla sua concezione di propulsione elettrica, ritenendola ad oggi l’unica soluzione realmente funzionante ed applicabile al diporto, essendo la carica ad idrogeno ancora in fase sperimentale.

La tecnologia Matteri non si è comunque solo limitata all’utilizzo dell’elettrico ma anche all’applicazione di pannelli solari a diversi prototipi; anzi, con un modello appositamente studiato per la navigazione “solare” vennero vinte tutte le gare a livello europeo della categoria negli anni dal 2004 al 2006.

Da quel giorno, tra momenti di euforia e profonde delusioni, si è arrivati ad oggi, con proposte concrete e realizzazioni toccabili, affidabili ed assolutamente funzionanti: è possibile affermare con orgoglio che da Erio Matteri la barca elettrica non è progetto ma una realtà disponibile a tutte le tasche.

La storica evoluzione della qualità continua a rivivere oggi come centosessant’anni fa, tra differenti gamme di prodotti che hanno permesso di installare la tecnologia elettrica sulle diverse linee di imbarcazioni prodotte dal cantiere Matteri: nasceva infatti in quegli anni la Zeb® –  Zero Emission Boats. Veniva altresì fondata da Paola Matteri (moglie di Erio), l’AIBE®: Associazione Italiana Barche Elettriche.

I modelli di scafo forniti con propulsione elettrica hanno però necessitato sempre più lo sviluppo, nel corso degli anni, di nuove tecniche progettuali e costruttive, con particolare riguardo al posizionamento degli accumulatori, affinché non fosse pregiudicata la vivibilità dell’imbarcazione oltre al suo galleggiamento.

Tra i modelli più richiesti vi è il Gozzo 700, imbarcazione costruita in VTR e completamente rifinita in teak, che può portare fino ad otto persone ed ha un’autonomia invidiabile rispetto a qualsiasi altro scafo.

Altra importante sfida è stata l’applicazione di una motorizzazione ibrida, funzionante sia con propulsione elettrica che con motorizzazione diesel, studiata per specifiche esigenze di una clientela che, pur essendo sensibile all’ambiente, non aveva ancora compreso appieno quali vantaggi comportasse una navigazione puramente ecologica, esigenza dettata anche dalla mancanza nelle aree portuali di centraline per la ricarica delle batterie.

Barca in legno Matteri Gozzo 700

Necessità comprese e recepite appieno invece da Erio Matteri che dal ’90 ad oggi ha immesso sul mercato numerosi modelli di imbarcazioni costruiti con tecnologie sempre nuove ed avanzate. La sfida affrontata dal cantiere Matteri nel rapporto con il settore pubblico è stata la progettazione e la realizzazione di un catamarano a emissioni zero, commissionato dal Parco Naturale dell’Adda, con una capacità fino a 60 passeggeri.

Lo scafo, composto da due “scarponi”, è stato costruito per esigenze di peso in composito sottovuoto, e presenta una sovrastruttura in alluminio navale, pertanto molto leggera; esigenza dettata dalla necessità di avere un pescaggio minimo per via dei bassi fondali.

La motorizzazione è composta da due motori elettrici da 10 kw l’uno, raffreddati ad acqua, mentre il numero di batterie utilizzate permette al catamarano di raggiungere una velocità, a pieno carico, di 8 nodi con un’autonomia di circa 6 ore.

L’elettronica per la gestione presenta caratteristiche che per esigenze di massima efficienza deve saper agevolare la navigazione controcorrente; “Addarella” offre infatti le funzionalità richieste per escursioni, gite turistiche e trasporto di persone nei parchi naturali, zone fluviali e lacuali, permettendo di ammirare le bellezze naturali e godere della quiete grazie alla tecnologia ad emissione zero, priva di sostanze inquinanti, di rumori meccanici e moto ondoso con una caratteristica che desta grande ammirazione: il consumo giornaliero non supera quello di un asciugacapelli utilizzato per due ore e mezza consecutive.

matteri-battello-elettrico

Attualmente è in fase di completamento un esemplare di imbarcazione Zeb® costruito con l’uso delle migliori tecnologie attualmente presenti sul mercato.
Il modello è simile ad un vaporetto dei primi del ‘900, presenta una lunghezza FT di 10,00 m con larghezza di 2,20 m, e una portata di circa 12-15 persone. L’imbarcazione raggiunge una velocità massima di 9 nodi mentre a velocità crociera di 6 nodi può vantare fino a 12 ore di autonomia.

Un connubio tra tradizione, prestigio ed innovazione che dal 1980 ad oggi ha raggiunto livelli di tecnologia avanzata con il massimo successo; il vaporetto è infatti una delle poche imbarcazioni ZEB® che potrà essere immessa sul mercato in quanto conforme a qualunque esigenza di navigazione.

Su questo scafo sarà possibile installare delle batterie tradizionali, contenendo pertanto i costi: grazie alla particolare forma della carena, si possono caricare sino a 22 q di batterie. Paradossale è che per navigare oggi, ad impatto ambientale zero, occorre prendere spunto dal passato; infatti il problema che si presenta oggi con l’elettrico è lo stesso che si proponeva cent’anni fa con i motori termici. Un grande traguardo raggiunto dal cantiere Matteri dopo anni di realizzazioni di imbarcazioni ZEB® sempre in linea con le particolari esigenze dei committenti.

Abbiamo realizzato, costruito, inventato, migliorato “concept boat”, messo sul comodino pile di riviste che parlano entusiasticamente di noi, abbiamo iniziato un percorso ecologico pionieristico in totale solitudine (con totali spese a carico nostro) quando non esisteva ancora la raccolta differenziata dei rifiuti ed il lago di Como era considerato una discarica naturale.

La nostra passione è ciò che ci ha permesso di portare avanti i nostri progetti e speriamo di non essere dimenticati, anzi di essere presi in considerazione quando la necessità di una navigazione ecologica diverrà finalmente una concreta realtà.

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